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Concorso Letterario Santa Margherita
PROFUMI
Federico Alberto Bellini

Notte fonda, nella camera il buio è totale. Lui si avvicina al letto matrimoniale camminando in punta di piedi, cautamente. Non vuole accendere la luce per non svegliarla. Conosce a memoria ogni passo che lo separa da quelle lenzuola che hanno sempre il suo profumo: costeggiare la parete fino a quando la mano non avrà trovato l'angolo del comò, stare attento ad evitare i giochi dei bambini che sa sparsi intorno a lui sul tappeto, poi tre passi a sinistra prima di potersi distendere al suo fianco.
Dal letto il suono del respiro di lei. Se si svegliasse sarebbe la solita storia, i soliti rimproveri per essere tornato ancora una volta a quest'ora, brillo, dopo un'altra serata passata al bar con gli amici. Le ha promesso mille volte che sarebbe stata l'ultima, col senso di colpa del bambino colto in una marachella. Quel bianco
frizzantino però, era davvero tentazione troppo forte nell'afa di questa notte d'agosto, fra chiacchiere e ramino. Il barista, poi, aveva offerto l'ultima caraffa e sedendosi al loro tavolo si era messo a raccontare da capo le storie di quando, dodicenne, aiutava suo padre nei campi, e di come venisse premiato coi suoi primi orgogliosi bicchieri di vino. Ritirarsi allora sarebbe stato uno sgarbo, di quelli che il cliente affezionato non si può permettere.
Il letto è ormai a pochi passi. Forse per questa notte la ramanzina è evitata: si tende verso la spalliera. Eppure, più che il respiro profondo di un'addormentata, si direbbero singhiozzi. D'un tratto, urta la gamba contro un imprevisto tavolino, inciampa e cade rovesciandolo. Nel rumore di cristalli rotti, mentre le maniche gli s'imbevono di vino, riconosce il profumo del bianco frizzante che aveva appena finito di bere, lo stesso che aveva accompagnato la loro prima notte d'amore, di cui proprio allora ricorreva l'anniversario.

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