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Concorso Letterario Santa Margherita
UN PO' D'ARIA
Matteo Marchetti

Un nuovo lavoro, una nuova città. Una festa per salutare gli amici di una vita.
Giovanni sapeva che quella sarebbe stata l'ultima occasione per stare tutti insieme come ai vecchi tempi e voleva fare in modo che il ricordo di quella cena durasse a lungo. Aveva fatto le cose in grande, non c'è che dire. Aveva impiegato un'intera settimana per decidere quale sarebbe stato il menù della serata, mettendo e togliendo pietanze, cercando di assecondare i gusti dei suoi invitati, sottoponendo sua madre a veri e propri esami di cucina. Per la scelta dei vini si era rivolto all'esperto di casa, suo padre, insieme avevano visitato le cantine della zona e avevano assaggiato non si sa quanti vini per trovare gli abbinamenti più giusti. Alla fine però poteva essere soddisfatto: tutto era davvero perfetto.
Alla vigilia della cena suo padre aveva voluto fargli un regalo: si era presentato con una cassa tutta impolverata. Gli aveva detto che aveva comprato quelle bottiglie il giorno in cui era nato e che aveva aspettato l'occasione giusta per aprirle. Poi, borbottando una scusa, se ne era andato quasi subito. Giovanni non sapeva proprio cosa dire, sospeso tra la sorpresa e la contentezza e con una cassa di vini del '78 in mano.
Il giorno dopo, alle cinque del pomeriggio, tutto era già quasi pronto. Finalmente poteva riposarsi un attimo prima di andare a farsi una doccia e aspettare l'arrivo degli amici. Se lo meritava proprio un bicchiere di quel vino che gli aveva portato suo padre.
Con ogni cura prende una bottiglia dalla cassa, l'apre e ne versa un po'. Colore rosso scuro, quasi violaceo, un odore forte. Ne beve un sorso. E lo sputa via subito: è veramente cattivo. 'Peccato, questa bottiglia non si è conservata bene', ne butta il contenuto nel lavandino. Curioso di conoscere il sapore di quel vino comprato il giorno del suo compleanno, apre una seconda bottiglia. Stesso colore rosso scuro, stesso odore forte. Anche questa volta il vino ha un sapore orribile, anche questa volta viene buttato via. Giovanni allora apre la terza bottiglia: stessa storia. Quasi un tradimento.
Immobile, gli occhi fissi sul bicchiere che tiene in mano, quando la madre gli telefona per dirgli di passare da lei a prendere la pasta al forno. Non aveva tempo da perdere: doccia, vestito pulito, pasta al forno, musica, amici da accogliere! Posò la bottiglia quasi piena sul lavandino e corse a prepararsi.
Gli ospiti cominciarono ad arrivare intorno alle otto. La cena fu un successo. Complimenti alla cuoca e ottima scelta dei vini. E poi le chiacchiere sul divano, i vecchi dischi e i ricordi del liceo. 'Giovanni, ma non c'è altro vino?', 'Non so, guardate in cucina'. Si era fatto tardi, ormai erano rimasti solo in pochi. 'Che vino è questo?'. In cucina c'era rimasta una sola bottiglia, l'avevano trovata sul lavandino.
'No, ragazzi, quello non è buono'. Tardi, i bicchieri erano già pieni, tutti stavano già bevendo. Mi dispiace, vi avevo avvertito. 'Giovanni, sei un vero amico, hai tenuto il vino migliore proprio per noi'. Non capiva. Quel vino era tremendo. 'Tieni, questo vino è ottimo'.
Giovanni prende il bicchiere. Guarda scettico il colore rosso scuro quasi violaceo, non sta a sentire l'odore intenso. Pensa: Basta dare un sorso piccolo. Beve. Quello che prima era solo un pungente gusto acido, si era trasformato in un sapore asciutto e leggermente aspro, che permanendo nel palato acquistava vigore e consistenza.
Pensa: È fantastico. E poi: No! Le due bottiglie che ho buttato!

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