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Concorso Letterario Santa Margherita
UBRIACO, ALTICCIO, BRILLO...
Marco Astolfi

Non sono ubriaco, no, no. Mi definirei piuttosto, uhm brillo? Alticcio? Brillo mi piace di più, pare che io sia tutto un brillantino, luccicante e meraviglioso. Un diamante, sì un diamante mi piace. Perché un diamante è per sempre, così io sarei per sempre.
“Alla sal-ut dei prescenti!”, alzo il bicchiere in alto e…
“Oh mi scusi!”, sghignazzo divertito, che cavolo questa viene ad una festa di vino con tanto di abito bianco tutto svolazzante, mica siamo a una sfilata di moda qui si beve alla grande.
“Lo sa che il rosso non va via?”
“Lo sa che questo è un capo unico di Armani!”, mi riprende seccata e con fare saccente.
“Davvero? Ora sarà certamente molto più unico, guardi come ha schizzato bene qui e qui?”, le indico le macchie con un dito… no? Mi sa che sono 4 le dita, si muovono anche in circolo. Che bello!
“Vede anche lei questa figura psichedelica?”, chiedo perché ora mi sono proprio incantato a osservare le mie dita, davvero non ero a conoscenza di saper fare una cosa tanto magnifica, se lo sapevo prima facevo un fracasso di soldi.
“Cosa?”
Non mi pare si stia divertendo.
“Suvvia è solo una macchia che resterà per sempre, come un diamante anche il vino è per sempre, che coincidenza non trova?”, sghignazzo ancora divertito tra un singhiozzo e l'altro. Mi sa che sono qualcosa in più di brillo. Brillantissimo ecco è questa la parola giusta, ubriachissimo non me gusta.
“Per farmi per-perdonare la inviato a ballare!”, apro le braccia verso la mia dama leggermente scioccata, leggermente rossastra, leggermente… cosa stavo pensando? Va beh lasciamo stare.
Ci cado addosso alla donna da sfilata di moda e barcolliamo tutti e due pericolosamente verso un grande, ma grande tavolo con una pila di bicchieri ricolmi di vino. Mi allungo oltre la sua spalla e afferro un bicchiere dal gambo lungo, cavolo sembra più imponente del primo che ho preso, se continuò così non riuscirò più a tenere un bicchiere in mano.
“Vuole favorire!”, singhiozzo mentre prendo un altro bicchiere con l'altra mano e mi ritrovo ad abbracciarla.
“Lei è ubriaco, cosa sta facendo?”
Wow ora ho capito cosa vuol dire sesto senso femminile, come ha fatto a capire? No io non sono ubriaco.
“Bril-lo!”, le scandisco bene le parole per paura che non riesca a capire, chissà magari non sa cosa vuol dire brillo o forse è straniera, che ne so magari ceca e guarda caso io solo la capisco perché ho imparato il ceco, non ricordo proprio quando! Ero rimasto a un italiano decente e un inglese strascicato, per non fare brutta figura dico sempre: “a livello scolastico”. Lo si usa soprattutto nei curriculum, beh io quelli li abbellisco un po', magari anche tedesco e un po' di francese a livello scolastico non guasta mai, poi dipende se nell'azienda serve qualcuno che se la cava con l'olandese, cosa volete che cambi?
“Brillo, ubriaco è uguale, non ti reggi in piedi!”
Che fa mi spinge? Io sto così comodo appoggiato a questa quarta abbondante. Fammi dare una sbirciatina. Sì, quarta, ho occhio per queste cose.
“Non avevi detto se ti facevo ballare?”, le chiedo alzando solo un occhio verso l'alto perché la testa mi pesa troppo. Il sedere mi sporge fuori, è troppo bassa per essere straniera, per stare così appoggiato devo mantenere questa posizione poco consona.
“Io? Tu sei matto, senti alzati subito!”
Mi attorciglio stile coala alla sua vita, no non voglio staccarmi, sto così comodo, magari se mi alzo crollo anche a terra.
“No, ti prego, lasciami stare così, se vuoi ballare possiamo dondolarci!”, le dico cercando di muovere i piedi alla meglio mentre la testa ciondola a destra e a sinistra come sulle montagne russe. Continua a spingermi, proprio non mi vuole e poi mi sento stranamente leggero, l'aria, tutto il resto mi sembra di volare e lo sento, cavolo se lo sente, mi arriva dritto in piena faccia, fa male. Crollo a terra e lo guardo.
NO, era fidanzata, che figura. Che volete farci, il vino e le belle donne danno alla testa e poi… poi non ci si capisce più nulla e si finisce come me, brillo e con un due di picche.

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