Menu
Concorso Letterario Santa Margherita
FURTO CON ARTE
Silvano Finistauri

«Avete scoperto qualche cosa dal bicchere di vino trovato nella stanza?»
«Sì maresciallo: il vino è un merlot del '94, ottima annata!»
«Salvini, non mi fare incazzare.»
«Maresciallo, questo c'era nel bicchiere: un favoloso merlot del '94!»
«Mmm... e della macchia sul tappeto?»
«No, quella è stata fatta da un prosecco, ma l'annata non sono riuscito a capirla.»
«Salvini, ma mi stai prendendo per il culo?»
«No maresciallo, non avevo sufficienti elementi per capire di che annata fosse! E poi la signorina mi ha detto che la macchia già c'era.»
«Salvini, vattene prima che ti prenda a calci e chiamami Corsetti. Speriamo che almeno lui abbia trovato qualcosa.»
«Subito maresciallo.»
Un inedito di Paolo Veneziano, di proprietà dei conti Marfonti, giudicato autentico solo un mese prima, era stato sottratto dalla villa di famiglia.
Nessun segno di effrazione, nessun indizio all'interno del salone in cui si trovava il dipinto, nessun rumore udito dai Marfonti, che dormivano al momento del furto: solo un bicchiere con del vino e un coltellino in prossimità della parete da cui era stato asportato il dipinto.
Corsetti bussò alla porta del maresciallo che lo fece entrare.
«Allora Corsetti, novità?»
«Bè maresciallo, più che altro supposizioni: il coltello trovato nella stanza... sono abbastanza sicuro che ci abbiano tagliato della stortina veronese non prima di ieri sera. Questo spiegherebbe anche il bicchiere di Merlot, solo che nella stanza il forte odore lasciato dal profumo della contessina Marfonti mi ha confuso; se potessi riannusare il coltellino saprei darle una risposta più sicura.»
«Corsetti... tu e Salvini avete deciso di farmi veramente diventare una bestia? Bella coppia: il sommelier e il gourmet! Piuttosto, invece di dire puttanate... del vecchio Marfonti avete avuto notizie?»
«Nessuna novità: la signorina Marfonti dice che, dopo essersi resa conto della sparizione del dipinto, corse ad avvertire il padre, vista l'ora cercandolo in camera, ma non lo trovò né lì né in nessun'altra stanza della casa.
Qui maresciallo, se permette, ci troviamo di fronte a un bel rapimento e, visto che c'erano, hanno preso anche il dipinto.»
Craion si alzò dalla sua scrivania corrucciato e pensieroso; dalla sua espressione era chiaro che il rapimento del vecchio Marfonti, per lui, non aveva senso.
Nel suo passeggiare per l'ufficio a Craion tornò in mente una cena di qualche anno prima, quando si era trovato seduto allo stesso tavolo del vecchio. Lo rivide mangiare e bere e si ricordò come la sua espressione beata lo avesse incuriosito: sembrava un guru indiano in estasi.
«Solo a tavola, maresciallo, è possibile essere testimoni diretti dell'arte: due opere si uniscono a crearne una terza che si compone in noi.»
Così aveva risposto, il vecchio, al suo sguardo incuriosito.
Craion si bloccò in mezzo all'ufficio. Un ghigno esultante comparve sul suo viso.
«Corsetti, sbrigati, prepara la macchina: so dove si trova il conte, e credo anche il Veneziano!»
Arrivati alla villa, Craion si diresse senza esitazione verso la cantina.
All'interno il vecchio Marfonti dormiva beato sopra a due sacchi. Davanti a lui il Veneziano e tre bottiglie di Merlot, vuote, con accanto gli avanzi di un intero salame.
Craion lo scosse, cercando di svegliarlo.
Marfonti aprì gli occhi e con voce un po' impastata, riconoscendolo:
«Una cosa incredibile maresciallo: ci sono riuscito! Tre opere d'arte, contemporaneamente, in un'unica, irripetibile opera che si è composta in me!
Peccato per il freddo ma nel salone mia figlia aveva appestato tutto con il suo profumo».
Craion sorrise al vecchio Marfonti aiutandolo a sollevarsi e accompagnandolo fuori, poi rivolto a Corsetti:
«Stasera cena a casa tua, invita anche Salvini e digli di portare il vino, io porto il dolce.»
«Non si preoccupi maresciallo, ci penso io al dolce, che forse è meglio...»
Craion lo guardò sorridendo:
«Come comanda, signor gourmet!»






Vai all'archivio

Sottoscrivi l'RSS del racconto del giorno