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Concorso Letterario Santa Margherita
UN BICCHIERE DI TROPPO
Giovanni Faraone

Il vento ululava fra i vicoli del paese e la pioggia torrenziale non accennava a calare d'intensità. Fulmini violacei illuminavano a giorno il cielo seguiti dal ruggito dei tuoni.
Ross Spencer fece il suo ingresso nel saloon con gli abiti ancora grondanti di pioggia.
L'oste lo accolse sfoggiando un sorriso sdentato.
-Che cosa ti porta da queste parti, ragazzo?
-Domani prendo servizio al ranch di Mr Randall.
-Buon per te, figliolo!
-Avrei bisogno di una stanza per questa notte.
-Nessun problema, ne ho una libera al primo piano.
-Perfetto! - ripose il ragazzo mentre percorreva con lo sguardo il locale.
La sua attenzione venne colpita da due giovanotti sulla trentina. Questi si intrattenevano con un uomo anziano che gridava frasi sconclusionate reggendo un bicchiere colmo di vino.
Pensieroso, Spencer indicò il gruppetto all'oste.
-Vendono pellame, ma è meglio non averci a che fare - disse l'uomo dietro al bancone, mentre guardava con preoccupazione la colt che il ragazzo portava al cinturone.
-Il vecchio, invece?
-E' George Helton...Commerciava vino insieme al socio che gli ha fatto le scarpe e l'ha lasciato sul lastrico. E' vedovo e vive da solo con la figlia Laura.
Spencer annuì e continuo ad osservare la scena.

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-Cosi il tuo socio ti ha fottuto! - gridò Frank Chase rivolto al vecchio.
-E' Zinfandel! Io e quell'infame commerciavamo questo vino, vedete?Ammirate: colore rosso rubino, asciutto e con qualche nota amarognola! - disse Helton, guardando il bicchiere in controluce fra un singhiozzo e l'altro.
-Sei con il culo per terra, eh? - fece eco Henry Stout, l'altro compare.
-Ho sempre le mie pepite...le avevo tenute per mia figlia.
-Pepite? - Chiese Stout, nei cui occhi si era accesa una scintilla di interesse.
-Le ho raccolte da giovane, in California...
Helton fece una pausa ed ingollò il vino tutto d'un sorso.
Chase gli riempì nuovamente il bicchiere e lo incalzò a sua volta:
-E dove le tieni amico? Non sono tempi sicuri!
- Cinque, sette! Cinque sette!
-Che vuol dire? - grugnì Chase.
Helton bevve un altro sorso di vino, poi cadde svenuto sul tavolo.
-Maledizione, stava quasi per cantare - fece Stout guardando il compagno.
-Con la scusa di riportarlo a casa, possiamo dare una sbirciatina. Cosa significano quei numeri?
-Mah, forse sarà la combinazione di una cassaforte.

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Era passata quasi mezz'ora da quando il gruppetto aveva lasciato il saloon e Spencer non aveva smesso un attimo di pensare ai due brutti ceffi e al vecchietto che era stato portato via ancora privo di sensi.
Si fece spiegare dall'oste dove si trovava l'abitazione di Helton e dopo aver indossato il suo spolverino, si incamminò preoccupato verso la sua meta.

********

Il vecchio giaceva per terra, con il volto tumefatto, mentre la figlia gridava ormai sopraffatta dai due delinquenti.
-Pazienza per l'oro...almeno abbiamo trovato te! - le bisbigliò Chase all'orecchio.
Non si accorsero nemmeno della figura di Spencer che si era materializzata improvvisamente sulla cornice della porta.
Doveva agire in fretta e con la precisione di un chirurgo.
Sparò due volte, con sicurezza, e fu letale.
Laura singhiozzante alzò lo sguardo verso Spencer e vide la sua pistola ancora fumante.
Corse verso di lui per abbracciarlo.
-Grazie! - mormorò affondando il viso nel petto di Spencer.

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Si chinarono su Helton, che nel frattempo era rinvenuto.
-Devi prenderti cura di lei! Cinque, sette. - fece con un filo di voce il vecchio, prima cadere nuovamente nell'oblio.
-Papà! - grido Laura gettandosi fra le braccia del padre che credeva morto. Spencer le cinse le spalle.

********
-Cinque. - disse Laura indicando uno dei ripiani della cantina su cui erano disposte delle botti di vino.
-Sette. - aggiunse mentre prendeva la settima botticella della fila.
Tolse con facilità il tappo ed infilò una mano nel contenitore.
Un attimo dopo, stretto nel pugno della mano, reggeva un piccolo sacchettino di pelle.
Guardò Spencer e sorrise.
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