RINASCITA E... BLANCHE
Gianfranco Matterazzo
Ero seduto alla mia vecchia scrivania nel mio vecchio e polveroso ufficio mentre riflettevo, fumavo e... riflettevo. Trasalii, dunque, quando qualcuno bussò sul vetro della porta a vetri dove erano rimaste incollate le seguenti lettere adesive: F_L _PP_ MARL_V_ _ CCH_ _ PR_VAT_. Ovvero, Filippo Marlovi, occhio privato. Per qualche oscuro motivo si erano staccate solo le lettere I e le O.
“Avanti,” dissi cercando di darmi un contegno.
La porta si aprì e ciò che apparì ai miei occhi era probabilmente la più bella sventola che avessi avuto l'occasione di vedere nella mia burrascosa e non troppo breve esistenza.
“Buongiorno,” dissi alzandomi in piedi, “in che cosa posso esserle utile?”
“Sono la contessa Blanche Santa Margherita, e ho bisogno dei suoi servizi, signor Marlovi,” disse la dea sedendosi e rivelando un tono di voce sexy e al tempo stesso deciso.
“Beh, avevo immaginato che non fosse venuta fin qui per chiedermi l'indirizzo del mio arredatore,” dissi ironico, “ma mi sembra davvero strano che una donna come lei si sia rivolta all'investigatore privato più caduto in disgrazia della città.”
“In effetti sembra che le cose in questo momento stiano esattamente così. Ma io so che in passato lei è stato uno degli uomini più brillanti nel ramo dell'indagine. E Inoltre so anche che lei è uno dei massimi esperti di vini del Paese.”
“Beh, modestamente,” dissi modestamente.
La venere aprì la borsa che teneva in grembo e ne tirò fuori una bottiglietta con il tappo a vite che conteneva un liquido giallastro. Svitò il tappo, appoggiò la bottiglietta sulla scrivania e la spinse verso di me.
“Signor Marlovi, per favore, assaggi questo vino.”
“Mi dispiace,” dissi, “ma non tocco più un goccio di vino da sette mesi. L'alcool è stato una delle cause principali che mi hanno trascinato nell'abisso da cui sto ancora cercando di riemergere.”
“Allora forse non è davvero lei l'uomo giusto per questo lavoro. Io ho bisogno di una persona che sia un grande conoscitore di vini, oltre che un ottimo investigatore. Vede, signor Marlovi, si tratta di un delicato e quantomai spiacevole caso di spionaggio nell'ambito dell'industria vinicola.”
“Beh, ma se si tratta solo di questo allora il problema è risolvibile,” dissi sicuro del fatto mio.
Allungai la mano e presi la bottiglietta. Me la portai all'altezza del naso e annusai il contenuto. Il bouquet non era poi così complesso.
“Pinot grigio del 2007 in percentuale del... 70 per cento, sì. E il restante è un Muller Thurgau del 2006. Area di provenienza, Lison Pramaggiore il primo, provincia di Bolzano il secondo...”
“Sorprendente,” disse lo schianto con un tono di voce e un'espressione che mi fecero torcere le budella. “Se per lei va bene il lavoro è suo, signor Marlovi.”
Dopo aver pronunciato queste parole la divina si mise a compilare un assegno.
“Questo è un anticipo,” disse con un tono di voce incantevole la sirena.
Mi alzai in piedi, assaporando, tanto per rimanere in tema, le proprietà organolettiche che la delizia sprigionava.
“Da questo momento sono ai suoi servizi, contessa Santa Margherita,” dissi allungando la mano.
“Mi chiami Blanche,” disse la meraviglia accennando per la prima volta un sorriso e stringendomi la mano.
Mentre l'incanto usciva dal mio ufficio decisi, molto razionalmente, che ne ero perdutamente innamorato. L'avrei rivista presto, l'indomani mattina. E nonostante mi rendessi conto del fatto che grazie al mio talento in campo enologico avevo ottenuto un lavoro per cui avrebbero fatto carte false le migliori agenzie investigative della città, solamente due parole continuavano a rincorrersi nella mia mente e ad affiorarmi sulle labbra: Rinascita e... Blanche.
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