Menu
Concorso Letterario Santa Margherita
SOMMELIER
Dario Ranieri

Quando finì di vestirsi era quasi ora di andare. Scarpe e pantaloni neri, camicia di lino bianco e giacca monopetto, nera anch'essa.
Era pronto e, come sempre, impeccabile. Avanzavano ancora un paio di minuti, e così si sedette sul letto. Il suo sguardo cadde sul grembiule appeso sull'armadio e sorrise al pensiero che quel giorno non l'avrebbe indossato. Notò anche il tastevin, che sotto la luce gialla della sua camera assumeva l'aspetto di un antico amuleto, reduce di mille battaglie splendeva lì come testimone di un orgoglio mai perso.
Aveva sessantadue anni, e negli occhi qualcosa come una stanchezza venuta da lontano. Si chiamava Jacques Deville. Se fosse stato vino guardandolo avresti detto che era un Pinot nero: nobile, imperscrutabile, mai chiassoso e nato per invecchiare.
Ma era un uomo e per trentacinque anni altro non aveva fatto che fuggire dalla pazzia del mondo e da tutta quella serie di indecifrabili e insensate liturgie che chiamiamo emozioni. Si era esonerato dal destino, qualunque fosse, in virtù di una missione apparentemente superficiale e marginale.
Per l'esattezza lui serviva vino.
Nella figura sfumata e impalpabile del Sommelier aveva trovato il modo per spiare la vita senza esserne ferito. Al riparo da qualsiasi turbamento e da qualsiasi gioia per anni, cena dopo cena, sbirciò i segreti e le virtù delle esistenze altrui: assaporò l'intenso aroma del vino novello nella veemenza e nell'ardore di giovani spasimanti, capì cos'era la calma e la sicurezza nelle parole asciutte e morbide di un uomo di mezz'età e del suo Chianti, e l'amore, se possibile, lo conobbe nell'eleganza e nella raffinatezza di una donna e del suo Trebbiano abruzzese, di cui tutto ne ricordava le vestigia: capelli color paglierino, profumo delicato e persino il sapore, vellutato come pochi.
Sapeva leggere le persone, e i loro piccoli drammi. Quell'indelebile marchio, la personale etichetta che, con i nostri quotidiani gesti e sorrisi e frasi dette a metà, della nostra anima ne è l'inevitabile corollario.
Jacques aveva sviluppato un notevole talento nel riconoscerlo.
Perciò il suo impiego, che constava nel consigliare il giusto abbinamento culinario su un determinato vino rosso o bianco, e che non di rado si riduceva nel semplice e monotono gesto del riempir bicchieri, quello che insomma a occhi esterni poteva sembrare il più umile e frustante dei lavori, il più servile dei mestieri, si rivelava poi essere lo scrupoloso ed ammirevole indagare sui misteri reconditi dello spirito umano.
"Il Primitivo con il ragù", proferiva, e intanto ti leggeva l'anima.
Sapeva riconoscere la fragilità che si nascondeva dietro un volto austero e impassibile, la sua delicatezza celata e quella severità non sua, come un Merlot veneziano con il suo profumo erbaceo ed il sapore robusto, tannico. Senza nemmeno parlarci aveva capito che quei ragazzi del capodanno
passato avrebbero ordinato spumante, un Pinot bianco, quasi fosse stato il vino a scegliere loro: frizzante, insistente e tutt'altro che facile, era decisamente pensato per loro. Ed infine aveva visto tutta la fierezza e l'alterigia del Senatore crollare di fronte alla maestosità del Nebbiolo, ed ogni
uomo d'onore vedere la sua arroganza dissiparsi dopo il primo sorso per lasciar spazio a qualcosa di più vero, vagamente debole, vergognoso.
Jacques in quegli anni fu un ottimo osservatore e un instancabile Serveur, per questo per il suo primo giorno di pensione il Maìtre gli riservò un tavolo, il migliore, per una cena d'addio. Non gli fregava nulla della cerimonia, né tanto meno desiderava essere servito, ma alle parole del Sommelier "Cosa vi porto, signore?" sentì una sorta di calore stringergli il petto. In quell'apprendista si riconosceva, e lo vedeva come una guida, un Virgilio della Cuisine pronto ad accompagnarlo in questa terra di sapori e odori, Sauvignon e Chardonnay, castagne e necci. In questo fiumare di gusti e anime, lui, bambino di sessant'anni, lo avrebbe seguito senza paura e senza risparmio.
Vai all'archivio

Sottoscrivi l'RSS del racconto del giorno