GOCCE
Gabriella Dolores Calvi
Gocce , inesorabilmente cadono..gocce di pioggia ritmicamente sulla mia pelle,su indumenti inutili convenzionalmente comodi..gocce che in forma di lacrime rigano le mie guance..goccccce..
BASTAAAAA!
Vorrei dormire, stanca,continuo a rigirarmi ..ma non sono nel mio letto,non sono neanche i n un letto probabilmente. l'odore forte di vino mi suggerisce una sbornia da rosso..il mio colore preferito ..gusto deciso e consolatorio per un palato troppo tristemente a dieta.
Una goccia e poi un'altra sulla mia fronte ,nell'occhio sinistro,una consistenza diversa ,non è pioggia,non è colpa del tetto da riparare,scemo cazzo mi versi addosso lo sai che quello di cui voglio essere sporcata è altro..ma sono sola..non ci sei ..gocce di vino tinto bagnano la mia pelle,i miei indumenti scomodi,odore forte pungente di sporco,acre di sangue antico,mestruo “la rinnovata coscienza dell'essere donna”donna che desidera sporcarsi e lasciarsi sporcare,fango sulla mia anima ,tra le mie mani sporche di bambina curiosa,avida di attenzioni,avida di emozioni,con le dita in bocca per assaggiare anche la melma , la vita..vita che pulsa in me che mi spinge a desiderarti e a desiderare compiacerti..
Nuda,la mia mente è nuda,priva di volontà,ubriacata da profumi speziati,cannella,tabacco,odore di sigari aromatizzati,frastuono,voci lontane musica di fiati e percussioni,una nenia araba risuona nelle mie orecchie,suoni ovattati e bisbigli nella notte..i fianchi si muovono ..lentamente..prima e freneticamente poi in un rullio sincopato a ritmo della musica che scorre nelle mie vene in un fiume di plasma ubriaco ,i miei seni pulsano sotto indumenti madidi di sudore,intrisi di vino e sangue..gocce ritmicamente scandiscono il tempo..”quisquis abes faveas fruges lustramos et agros,ritus ut a prisco traditus ex at avo,bacche veni dulcisque tuis et cornibus uva pendeat et spicis tempora cinge ceres”seni traballanti si agitano sfrenatamente donne discinte ,movimenti lascivi,amplessano tra loro con chiunque incontrino,membri eretti e individui di specchiata rettitudine,la testa gira vorticosamente,ruota anche il cavatappi che lentamente penetra nel sughero,leva e ops..odore forte di uva conservata e di eccitazione,vino nella mia bocca ,dalle mie labbra alle tue ,sui tuoi capezzoli..sulla tua pelle..lecco nettare divino,avidamente senza sprecarne una goccia..
Una goccia ,un'altra ancora e pian piano il torpore mi abbandona ,prendo coscienza del mio corpo,abiti stropicciati ,odore di muffe e sesso,nauseante frastuono e buio..
dove mi trovo ? le ombre si dissipano,nella penombra riesco a distinguere contorni che non riconosco,la sagoma di un corpo che non è il tuo,potrebbe essere anche un cadavere ,no il suo rantolare è segno di un sonno tranquillo,soddisfatto..come probabilmente il suo sorriso ebete..se riuscissi a scorgerlo e non soltanto immaginarlo..odori che non mi appartengono..tutto sembra muoversi attorno a me troppo velocemente.
Cado,mi rialzo aggrappandomi ad una parete di bottiglie impolverate,le scaglierei volentieri contro la parete di fronte a me.
Una finestra socchiusa,un raggio di luna illumina la stanza,vecchie botti,vecchie bottiglie,vecchi oggetti da rigattiere..è da quella finestra che decido di uscire.
..bordeaux..chardonnay..montepulciano..uve di troia..afferro una bottiglia qualsiasi camicia sbottonata,la incastro nel reggiseno avrò le mani libere per passare dalla finestra.
Sono ormai fuori
Respiro l'aria della notte
Con un sasso cerco di aprire la bottiglia poggiare sulle mie labbra liquido rosso consolatorio,com'è che si chiama?guardo indietro la cascina è in fiamme..si..,MOLOTOV
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