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Concorso Letterario Santa Margherita
LA REGINA
Maria Concetta Barbalace

Un pomeriggio di domenica così piovoso era da tanto che non si verificava. Figli e nipoti avevano insistito che si fermasse con loro finito il pranzo, si sarebbero riuniti intorno al camino a chiacchierare. Non aveva accettato, non poteva tradire quello che ormai per lui, pensionato e quindi per l'opinione comune "nullafacente-a-buon-diritto", era diventato l'appuntamento più importante di tutta la settimana: domenica ore 15 riunione al bar di Peppe. Grandi brindisi intorno ad una schedina giocata ormai da anni sempre uguale. Erano in quattro, tre "nullafacenti" e Peppe, proprietario del bar, amico ed istrionico raccontatore di storie, gran cultore del Dio Bacco.
Ma quel pomeriggio purtroppo non sarebbe stato come gli altri...
Lo sapevano tutti e quattro e forse per questo avevano affrontato il tempestoso tragitto che li separava dal bar di Peppe. Un bar senza nome, per tutti era solo il "bar di Peppe"; per loro la stanza privata sul retro praticamente una seconda casa.
Peppe, barista anomalo, si rifiutava di vendere "porcherie" insistendo nel consigliare lui le consumazioni, specie quelle appartenenti allo stato liquido. Nella sua categoria di "porcherie" rientravano tutte le bevande gassate ed i superalcolici esterofili. A dirla tutta, molte di queste "porcherie" non esistevano proprio nel suo bar, perciò era necessaria una persuasiva filosofia sull'unica bevanda di origine divina, degna di essere servita da lui: il vino, nettare degli Dei. Quello che diceva non erano frottole di mercato ma il suo credo sviluppatosi in anni di visite, gite ed escursioni tra i vigneti di tutta Italia. Il suo motto :"Non è la quantità ma la qualità a fare la
felicità".
Nel "prive", nascosta dagli sguardi dei comuni clienti, troneggiava una bottiglia di bianco regalategli in una "due giorni" tra vigneti D.O.C, il cui racconto li aveva intrattenuti più volte. La "Regina", così Peppe chiamava la bottiglia di bianco, era la vera protagonista dei pomeriggi domenicali. Mentre la radio trasmetteva i risultati calcistici, la "Regina" troneggiava al centro del tavolino custodendo, sotto il suo nobile fondo, la schedina.
Era stato un patto sancito in quattro, se la vincita fosse stata cospicua la Regina sarebbe stata stappata. Da diversi anni la vincita cospicua non avveniva, ma ogni settimana si ripeteva il rito: bere del buon vino offerto da Peppe, fantasticando sul sapore supremo che avrebbe avuto la Regina una volta stappata, facendo riferimento a citazioni letterarie e mitologiche, scomodando più volte Bacco. Con il passare del tempo importava loro sempre meno dell' 1, del 2 o dell'X, erano lì per bere i racconti e le storie di Peppe, per vivere attraverso le sue esperienze enologiche miraggi di sapori e sensazioni. Ipnotizzati dalla Regina riuscivano a sentire il suo divino sapore e la gioia del gusto solo ammirando il suo colore chiaro e solare. Ma quel pomeriggio purtroppo non sarebbe stato come tutti gli altri...
Ritrovatesi nel prive lo sgomento era generale, Peppe aveva una piega amara agli angoli della bocca mentre guardava il tavolino vuoto. La radio era spenta; anche loro erano spenti. La Regina era stata rubata.
Quella domenica pomeriggio nessuno controllò la schedina e dopo 90 minuti di silenzio tornarono a casa durante una vera e propria tempesta di acqua e vento: era il tempo giusto per piangere la scomparsa della Regina.
Nella settimana successiva inspiegabilmente nessuno dei nullafacenti ebbe il tempo di passare dal bar, ma sapevano che la domenica successiva si sarebbero ritrovati da Peppe. Quello che non si sarebbero mai aspettati era di vedere l'antico bancone di legno colmo di bottiglie e lattine colorate. Si guardarono: era la vendetta di Peppe!
Entrati nel prive posarono sul tavolino un anonimo sacchetto di carta. Peppe li guardò in modo interrogativo temendo che tutto quello che era successo fosse stato un brutale scherzo. Gli dissero subito: "Non è la Regina! Però... guarda un po'..." Peppe aprì il sacchetto con grande timore e spalancò gli occhi per la sorpresa: era uguale alla regina, anche se l'anno di produzione era più recente. Senza alzare lo sguardo chiese dove fossero riusciti a trovarla. "E' stato sufficiente seguire il sapore dei tuoi racconti." La mise al centro del tavolino e sotto infilò la schedina: "Sarà la nostra Principessa! Sediamoci. Questa volta sarete voi a raccontare delle gioie del Dio Bacco."

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