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Concorso Letterario Santa Margherita
UNA VENDEMMIA NON CONVENZIONALE
Silvia Giuli

Ha telefonato Gianni?
Aspettavamo impazienti l'invito per la vendemmia come tutti gli anni.
Sicuramente non era una vendemmia qualunque, ogni volta una sorpresa.
Intanto per il periodo, non prima della metà di ottobre, la vigna è in collina.
Poi per gli ospiti, due architetti fantasiosi e simpatici, veri geni in tutte le arti.
E la loro casa molto bella, un po' antica un po' moderna, in quella collina piena di sole, con la forma di una culla di morbido verde con le macchie rosse delle viti.
La vigna è sotto la casa d'attrezzatura per la lavorazione dell'uva al primo piano.
Per passare da una parte all'altra c'è un percorso molto particolare, quasi ad ostacoli, ci sono scale sconnesse, rampicanti da abbracciare e rose da evitare, da fare con i cesti dell'uva in mano, per i più robusti con le tinozze.
Quando si arriva su è una felicità appiccicosa di chicchi e di fatica.
Naturalmente sia il tornio che le botti sono d'epoca, si fa tutto a mano, e, in uno spazio piccolissimo, ci alterniamo,più o meno una decina di persone, chi a macinare, chi a bere il mosto, chi a portare l'uva.
L'anno passato la confusione e l'intreccio dei corpi erano tali che il paragone con il gruppo del Laocoonte di Polidoro è sembrato quasi naturale per tutti!
Si vendemmia di continuo fino alle tre del pomeriggio, quando tra le risate e i fumi del mosto, raggiunto "l'orgasmo enologico" ,altra definizione di Gianni,si mangia.
Momento bellissimo, tra i dieci partecipanti ci sono napoletani, friulani, siciliani,umbri, ognuno porta da mangiare ed è la vera unità d'Italia.
Se va bene il vino viene buonissimo,comunque si beve anche quello meno buono e il peggiore diventa un ottimo aceto.
Non buttiamo niente e ci divertiamo un sacco.
Oggi ha telefonato Gianni, la vendemmia è per domenica prossima e, come ogni volta, sarà una giornata di sole.

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